Chirurgia Generale a indirizzo Gastroenterologico e laparoscopico Direttore Prof. Capizzi

Prof. Francesco Domenico Capizzi
PROF. FRANCESCO DOMENICO CAPIZZI BOLOGNA
CHIRURGIA LAPAROSCOPICA GASTROENTEROLOGICA E DELL'OBESITA'
CENTRO DI CHIRURGIA LAPAROSCOPICA E DELL'OBESITA'
HESPERIA HOSPITAL,  MODENA - OSPEDALE DI SUZZARA, MANTOVA
VILLA DEI PINI HOSPITAL, CIVITANOVA MARCHE - VILLA LAURA HOSPITAL, BOLOGNA

OSPEDALI ACCREDITATI E CONVENZIONATI CON IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

da 3 a 5 settimane di attesa per interventi chirurgici

Curriculum Prof. Francesco D. Capizzi
Chirurgia laparoscopica
interventi di chirurgia laparoscopica
emorroidi ragadi fistole malattie colon proctologiche
malattia da reflusso gastro esofageo ernia iatale
acalasia esofagea
obesità e come curarla
chirurgia oncologica chirurgia laparoscopica

Chirurgia Laparoscopica
Gastroenterologica e dell'obesità
centro di chirurgia laparoscopica
e dell'obesità.
Prof. Franscesco Domenico Capizzi
Bologna Primario

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Ernie inguinali, inguino-scrotali, crurali, ombelicali, epigastriche, Laparoceli

 

Ernie inguinali, inguino-scrotali, crurali, ombelicali, epigastriche, Laparoceli e Laparoscopia

Succede non di rado – nei congressi, nelle contrattazioni budgetarie, nell’immagine collettiva – che la chirurgia delle ernie e dei laparoceli venga considerata la cenerentola di un sistema organizzativo e legata ad immagini di improvvisazione e precarietà, cimento di adepti all’inizio della professione. E’ una chirurgia che non muove, in effetti, sistemi complessi diagnostico-terapeutici, non suscita emozioni, non decora particolarmente la struttura sanitaria, non assorbe risorse né genera apparati, non fa semplicemente notizia.
Molti ospedali pubblici, di fatto, limitano l’accesso per patologie erniarie a causa di budget sempre più ristretti cui fanno da contrappunto liste d’attesa ancora più ampie, che contraddicono ogni aspettativa di una ragionevole e paziente attesa. La day-surgery nasce per andare incontro all’esigenza di fornire un servizio ai cittadini in un tempo accettabile abbattendo i costi strutturali senza nulla togliere alla qualità e alla sicurezza, anzi aggiungendovene in termini di degenza breve e di deospedalizzazione.
La Chirurgia dell’ernia inguinale diviene eseguibile in day-surgery con l’avvento delle tecniche tension-free: i risultati sono migliori rispetto a quelli ottenuti con la classica Bassini e vengono apprezzati da malati, parenti ed amministratori.
La questione si complica quando sboccia la Chirurgia laparoscopica dell’ernia inguinale e dei laparoceli, agli inizi degli anni ‘90. Molti chirurghi stentano ad accettare la via laparoscopica per diversi motivi: sono operanti le day-surgery che si avvalgono di procedure ed esperienze consolidate sotto ogni piano. Sorgono anche molti dubbi: trasformare un intervento sostanzialmente extra-cavitario in uno endoperitoneale? E, la learning-curve e le possibili complicanze vasculo-nervose e di altro genere? Si ritorna all’anestesia generale e al ricovero ordinario con l’incremento dei costi?
I dubbi sono stati sciolti nel corso degli anni, ma continuano a rimanere pochi i centri chirurgici che affrontano queste patologie per via laparoscopica.
La tecnica non si diffonde e, tutto sommato, non è ancora ben conosciuta in tutti i suoi aspetti – certamente positivi - da molti operatori, medici curanti e malati. Un’ernia inguino-crurale deve essere trattata con intervento chirurgico, se non sussistono controindicazioni specifiche date dalla combinazione di fattori locali e generali: i casi limiti possono essere raffigurati nella presenza di una ernia paucisintomatica a fronte di condizioni generali che comportano un notevole rischio anche se si optasse per una anestesia infiltrativa loco-regionale.
I cinti contentivi sono da proscrivere, per qualsiasi ernia, per la loro inutilità e dannosità. Se l’intento del loro uso risiedesse nel tentativo di frenare la crescita erniaria, risulterebbe un fallimento perché la sua evoluzione è inarrestabile; se nel cinto si riponesse la speranza di evitare complicazioni, la sua azione sarebbe nefasta perché la compressione ottenuta sui visceri e sul canale inguinale, insieme all’azione di sfregamento sui tessuti erniati, produce sclerosi ed ispessimento degli organi dislocati con un incremento dei rischi di complicanze. Oltretutto, la compressione ottenuta dal cinto, e da fasce elastiche, peggiora le condizioni di operabilità per le modifiche tissutali ed aderenziali che sopraggiungono nel tempo. Per queste ragioni si può acconsentire a pratiche contenitive a condizione che siano di breve durata e che effettivamente risultino di ausilio sul piano sintomatologico.
Se l’indicazione all’intervento chirurgico deve essere perentorio, salvo che in casi eccezionali, è necessario stabilire quali siano le tecniche e le procedure da utilizzare per la plastica. Un terzo elemento da chiamare in causa è la storia clinica del malato che costituisce la premessa da cui muovere per le decisioni tecniche e organizzative da intraprendere. Diciamo subito che la nostra prima scelta, fino a dimostrazioni di eventuali controindicazioni, è laparoscopica.

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I termini progresso e sviluppo, di memoria pasoliniana, subiscono equivoci nel linguaggio corrente come se l’un termine equivalesse all’altro: l’idealità di un progresso sociale è confusa con il pragmatismo economico dello sviluppo industriale e tecnologico, in disuso nella politica, nelle sedi della cultura e delle aggregazioni e organizzazioni sociali...
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